Sempre più farmacisti italiani scelgono di lavorare come liberi professionisti, collaborando con diverse farmacie su base occasionale o continuativa invece di essere dipendenti di un’unica struttura. È un modello che offre maggiore flessibilità nell’organizzazione del proprio tempo, ma che comporta anche responsabilità e adempimenti specifici.
Requisiti di base
Per esercitare come libero professionista, il farmacista deve essere iscritto all’Albo dell’Ordine dei Farmacisti della provincia di residenza o domicilio professionale e aprire una partita IVA. Questi due elementi sono il presupposto per qualsiasi collaborazione regolare con farmacie, cliniche o altre strutture del settore.
La copertura assicurativa RCP
Un elemento centrale per chi lavora in libera professione è la polizza di responsabilità civile professionale (RCP), che tutela il farmacista in caso di errori, omissioni o contestazioni legate alla propria attività. Molte farmacie richiedono la prova di questa copertura prima di avviare una collaborazione, proprio perché il farmacista opera in autonomia e non sotto la diretta responsabilità datoriale della farmacia stessa.
Previdenza: la contribuzione ENPAF
Il farmacista libero professionista versa i contributi previdenziali all’ENPAF (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza Farmacisti), secondo la propria posizione contributiva. A differenza del lavoro dipendente, la gestione della propria posizione previdenziale e fiscale è interamente a carico del professionista, che deve occuparsi di fatturazione, versamenti e adempimenti fiscali legati alla partita IVA.
Cosa significa autonomia reale
Perché una collaborazione sia correttamente qualificabile come libera professione e non rischi una riqualificazione come lavoro subordinato, è importante che il farmacista mantenga un margine reale di autonomia: poter concordare le giornate di presenza, non essere vincolato a un monte ore fisso imposto unilateralmente, e non essere inserito stabilmente nei turni del personale dipendente della farmacia. Questi aspetti sono rilevanti sia per il farmacista sia per il titolare della farmacia, che in caso di rapporto genuinamente autonomo non è tenuto al versamento dei contributi previdenziali tipici del lavoro subordinato.
Ambiti di collaborazione
Oltre alle sostituzioni e al personale on demand, un farmacista in libera professione può essere coinvolto in attività legate alla “farmacia dei servizi”: esecuzione di test diagnostici di prima istanza (POCT), somministrazione di vaccini previa formazione specifica, consulenza su progetti di educazione sanitaria o collaborazioni con aziende del settore farmaceutico per attività di raccolta dati e reportistica sul campo.
Come entrare in contatto?
Per informazioni sul tema, è possibile scrivere a info@farmaiuto.it.