Point Of Care

Il Point of Care Testing (POCT), o near patient testing, indica l’esecuzione di test diagnostici direttamente nel luogo in cui si trova il paziente, senza passare da un laboratorio centralizzato. In farmacia, questo significa poter eseguire alcune analisi di prima istanza su sangue capillare o urine con apparecchiature dedicate, nell’ambito di quella che la normativa italiana chiama “farmacia dei servizi”.

Il quadro normativo

La farmacia dei servizi è stata introdotta dal D.Lgs. 153/2009 e dettagliata dal Decreto Ministeriale 16 dicembre 2010, che individua i servizi erogabili dalle farmacie di comunità: prestazioni analitiche di prima istanza (autocontrollo e autoanalisi) e servizi di secondo livello, erogabili con dispositivi strumentali più complessi. Le due categorie seguono regole diverse quanto a locali, personale e responsabilità.

Test di prima istanza

Rientrano in questa categoria test come la misurazione di glicemia, colesterolo e trigliceridi, il test per la rilevazione di sangue occulto nelle feci e altre analisi gestibili direttamente dal cittadino sotto la supervisione del farmacista. Si tratta di test paragonabili, per livello di complessità, a un autotest: utili per l’autocontrollo e il monitoraggio di una condizione già nota, non per la diagnosi.

Servizi di secondo livello

Per servizi più articolati, come l’elettrocardiogramma in telecardiologia collegato a centri accreditati, sono richiesti dispositivi strumentali specifici e il farmacista titolare o direttore è tenuto ad accertare, sotto la propria responsabilità, il possesso dei requisiti tecnici, professionali e strutturali previsti.

Responsabilità del farmacista

Con l’esecuzione del test, il farmacista rilascia un attestato di esito: un atto con cui si assume la responsabilità di certificare che la procedura è stata eseguita correttamente e che i risultati sono coerenti con la certificazione CE degli apparecchi utilizzati. Gli strumenti POCT impiegati in farmacia devono essere conformi alla normativa europea e rispettare i requisiti minimi di sensibilità e specificità definiti dalle autorità competenti.

Collaborazione tra professionisti

Negli ultimi anni sono stati siglati protocolli d’intesa, come quello tra FOFI (Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani) e FNOB (Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi), che chiariscono responsabilità e modalità operative dei test POCT, valorizzando un modello collaborativo tra farmacisti, biologi e laboratori di analisi, nel rispetto delle rispettive competenze professionali.

Come entrare in contatto?

Per informazioni sul tema, è possibile scrivere a info@farmaiuto.it.